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C’è un oggetto che, più di tutti, ha segnato la storia della comunicazione promozionale: la penna. Semplice, universale e senza tempo, accompagna il lavoro, lo studio, gli incontri professionali, perfino i momenti più importanti della vita. Se una semplice penna scrive parole, una penna personalizzata scrive la storia del successo di un brand, raccontandola ogni volta che viene utilizzata. Questa capacità fa della penna brandizzata il simbolo per eccellenza del gadget aziendale.
Non è un caso che, nei primi anni 80, General Pen scelse di inserire questo riferimento nel proprio nome e, a distanza di più di 40 anni, mantiene saldo il suo legame con il gadget più iconico al mondo, nonostante l’evoluzione che ha subito il mercato degli articoli promozionali.
Quando nel 1983 General Pen iniziò la propria attività nel settore della pubblicità tramite oggetti, il mondo della gadgettistica era molto diverso da quello di oggi. Protagoniste indiscusse del mercato dei prodotti personalizzati erano le penne, i calendari, le agende, i portachiavi, gli accendini. In un’epoca senza internet e social media, questi oggetti erano il mezzo più efficace per mantenere un brand costantemente presente nella vita delle persone. In quegli anni la serigrafia era la tecnica di stampa per le superfici piane e la tampografia quella per gli oggetti curvi e irregolari. Nel corso degli anni 90 iniziò per il settore una fase di forte espansione.
L’evoluzione delle tecniche produttive ampliò la gamma degli articoli disponibili e, alle tradizionali penne e ai classici calendari e agende, si affiancarono prodotti tessili come cappellini, t-shirt, felpe, shopper, ombrelli, articoli per il tempo libero e per l’uso quotidiano come zaini e orologi. Il gadget non era più un semplice veicolo pubblicitario ma era uno strumento capace di generare riconoscibilità e senso di appartenenza.
Una t-shirt stampata, da semplice indumento di moda, divenne mezzo idoneo a comunicare valori, passioni, opinioni politiche, cause sociali. L’ingresso nel nuovo millennio portò con sé la rivoluzione digitale e il cambiamento del modo di comunicare che venne affidato sempre più spesso ai messaggi online. Questo non privò di fascino gli oggetti promozionali che, in un mondo sempre più virtuale, rendevano ancora possibile l’esperienza tattile ed il contatto reale e duraturo. La diffusione dell’informatica e delle tecnologie digitali diedero anzi impulso alla moltiplicazione dei prodotti promozionali con l’affermazione dei primi gadget elettronici: chiavette usb, mouse, tappetini da scrivania, webcam e altri accessori legati all’uso del computer. Da quel momento il gadget cominciò ad essere percepito come uno strumento utile nella quotidianità delle persone. I primi anni del Duemila furono quelli del passaggio dalla lira all’euro.
Milioni di persone dovettero fare i conti con la nuova moneta e con valori difficili da interpretare. Le aziende ne approfittarono per distribuire piccoli convertitori tascabili capaci di trasformare in pochi secondi Lire in Euro e viceversa.
Gli euroconvertitori rivelarono di essere non un semplice oggetto promozionale ma uno strumento utilissimo da portare in tasca, diventando uno dei migliori esempi di come un gadget possa essere al tempo stesso utile, innovativo e veicolo costante del brand nella vita delle persone. Con l’avvento degli smartphone e della mobilità digitale nel successivo decennio 2010-2020, prodotti come power bank, auricolari, speaker Bluetooth, supporti per dispositivi mobili entrarono stabilmente nel catalogo della collezione aziendale. Crebbe l’attenzione al design e alla qualità percepita dall’utente: il gadget doveva essere capace di comunicare bellezza, innovazione e affidabilità. Parallelamente, in quegli anni, l’innovazione tecnologica introdusse sistemi di
stampa digitali sempre più performanti e l’affermazione della stampa UV diretta sui materiali ampliò notevolmente le opportunità creative.
Negli stessi anni emerse il tema della sostenibilità che influenzò profondamente il settore. Le aziende iniziarono a richiedere per le loro campagne pubblicitarie prodotti realizzati con materiali a basso impatto ambientale che promuovessero il marchio veicolando al contempo un messaggio di responsabilità. Questo fenomeno favorì la diffusione di articoli realizzati con materiali riciclati, bambù, sughero, cotone biologico. Le borracce e le shopper riutilizzabili divennero il regalo gradito che sostituiva
le bottiglie e le buste monouso. Oggi il mondo della pubblicità tramite oggetti è più dinamico che mai. Il gadget è uno strumento di comunicazione integrato nell’ambito di strategie di marketing più sofisticate, un punto di accesso a servizi, esperienze digitali, comunità. Il gadget è un taccuino con la stampa sulla copertina di un QRcode che rimanda a contenuti esclusivi; è una penna con integrata la tecnologia NFC.
Nei suoi oltre 40 anni di attività la General Pen ha vissuto le profonde trasformazioni del settore recependole e trasformandole in opportunità di sviluppo. Oggi, nella sua sede dell’Interporto di Nola Lotto C, tra tradizione e innovazione, l’azienda, guidata fratelli Coppola (in foto), prosegue il suo percorso con una filosofia fondata sulla qualità del servizio e con la consapevolezza che, se il mercato si è trasformato, una cosa resta immutata: un oggetto personalizzato avrà sempre la capacità di raccontare una storia e creare un legame autentico e duraturo tra i brand e le persone.