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Nel 2025, è stato registrato, rispetto al 2024, un incremento del 49% del numero dei treni movimentati nel terminal intermodale di Nola, arrivando a circa 1900 treni all’anno.
E’ cresciuto notevolmente il numero delle UTI (unità di trasporto intermodale) che segnano nel 2025 il +54%. Secondo le previsioni, inoltre, per il 2026 si può ipotizzare una ulteriore crescita, superando la soglia dei 3.000 treni /anno e arrivando a sfiorare i 100mila UTI movimentati nel nostro terminal.

IL FUTURO DEL TRAFFICO FERROVIARIO
“Siamo molto fiduciosi riguardo alla crescita del traffico intermodale nei prossimi anni. La conclusione dei lavori di RFI sulla rete nazionale – sottolinea Claudio Ricci, AD Interporto Campano – creerà le condizioni per un aumento di capacità di trasporto sul ferro: questo significa un abbattimento dei costi attuali fino al 20% e alla possibilità di attivare ulteriori economie di scala per rendere conveniente lo shift modale. I due grandi vantaggi derivanti dall’adeguamento infrastrutturale in atto saranno la possibilità di far viaggiare su ferro i megatrailer, grazie alla risagomatura delle gallerie, e l’allungamento dei binari dei terminal a 750 metri. L’auspicio è che vengano rispettati i tempi, altrimenti, addio circolo virtuoso”.

LE RELAZIONI FERROVIARIE: PORTA D’EUROPA VERSO IL CENTRO EUROPA
Il terminal collega quotidianamente, attraverso un servizio intermodale il centro-sud d’Italia e i principali porti ed interporti italiani (Gioia Tauro, Salerno, Milano, Verona, Bologna, Piacenza, Fiorenzuola) e siti europei (Monaco, Amburgo, Oslo, Rotterdam, Polonia, ecc). II terminal intermodale è il cuore dell’area interportuale. E’ gestito da TIN S.p.A., ed occupa un’area
di circa 125.500 m². All’interno del terminal ferroviario, l’Interporto di nola dispone di una stazione privata (gestita da RFI) con
13 coppie di binari elettrificati, che consentono l’ingresso e la movimentazione di convogli fino a 750 metri in “blocco”.